5 Ottobre 2026
8 ore di Cagnano Varano(FG) 2024nda donna

Il 19 e 20 settembre 2026 ha avuto luogo la “32^ Lupatotissima – 24h”, corsa su strada, valida come Campionato Italiano.

Tra le donne il titolo italiano è andato a Elsie Cargniel Bergamasco (9^ assoluta) totalizzando 184,677 km, precedendo  Marcella Martini 177,653 km e Michela Giacomuzzi 176,037 km. Il vincitore assoluto è stato Alberto Furlan 235,805 km precedendo Antonio Zaini 228,643 km e Vittorio Silva 225,525 km.

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Michela Giacomuzzi (Atletico Bastia) attraverso risposte ad alcune mie domande.

Complimenti per il bronzo italiano 24 ore, te l’aspettavi? Puntavo più che altro al titolo di categoria.

Soddisfatta? Potevi fare meglio? Molto soddisfatta perché dopo 22 ore e mezza ero quarta, poi sono riuscita a fare il sorpasso e lasciare un km di distanza. Ho dato tutto anche considerando i grossi problemi fisici insorti.

Un bel prestigio e una bella soddisfazione ottenere un bronzo assoluto a un campionato italiano. Michela si è classificata 3^ donna assoluta precedendo Antonella Feltrin 175,020 km e 1^ della sua categoria W50 precedendo Azzurra Agosti 158,335 e Romina Moro 148,805.

A chi lo dedichi?  A mio marito che mi assiste durante la gara e ai miei adorati figli.

Cosa e chi ti ha aiutato? Oltre all’assistenza di mio marito, la mia capa tosta, la capacità di darsi obiettivi più piccoli all’interno del grande obiettivo, l’abitudine a tenere la mente impegnata in mille pensieri, programmi, calcoli, elaborazioni…ho anche avuto molto tempo per ripassare mentalmente la tesi che dovevo esporre il giorno successivo!

Una gara lunghissima di 24 ore, dove si ha bisogno di sostengo, comprensione, gesti, parole, abbigliamento tecnico di ricambio, qualcosa da sgranocchiare o assaporare.

Criticità? I momenti più difficili?  Dolori articolari, muscolari già dalla quinta ora, forse per le caratteristiche del percorso (giro di pista) e per l’assurdità delle calzature approvate dalla WA che non sono per nulla adatte alle ultradistanze! Poi da metà gara circa forte mal di pancia, urgenza minzionale (mi sono fermata circa 40 volte ai chimici!) con urine bordeaux (cistite? mioglobinuria?), problemi emorroidari, insomma non mi sono fatta mancare niente!

Una gara considerata quasi estrema di un circuito di circa 1500 metri, compreso un giro di pista, da percorrere tantissime volte, di giorno e di notte, fino alla fine.

Gli allenamenti più importanti? Nessuno in particolare, mi alleno per le prossime gare facendo gare!

Cosa cambia ora? Assolutamente nulla, tranne che questa settimana mi riposo portandomi dietro dolori e strascichi. Mi riposo dalla corsa, vado a lavoro comunque!

Qual è stato il tuo percorso nello sport? Ho iniziato 18 anni fa con le maratone, cominciando da zero in 6 mesi ho fatto la prima maratona. Dopodiché ho mantenuto una media di due maratone l’anno più diverse mezze maratone e gare più corte, sui 10 km, 10 miglia, qualche trail, qualche staffetta, ecc. Dopo la pandemia mi sono data anche alle ultramaratone e attualmente faccio circa una gara al mese alternando maratone ad ultramaratone, che possono essere le prove a tempo (6-12-24 ore), le 100 km con diversi dislivelli, le Backyard… Mi piace variare!

Cosa pensano familiari e amici di questo bronzo? Chi mi è vicino nella vita di tutti i giorni ha celebrato con me questo bronzo con entusiasmo ed emozione sinceri. In ambito lavorativo invece, pur conoscendo il mio impegno, passione e risultati, vige la politica del silenzio sportivo!  Ma va bene così, ho imparato a separare nettamente i due ambienti. L’energia e il calore a cui attingo per le mie imprese sportive le trovo nella mia cerchia più stretta, quella che conta davvero!

Cosa hai scoperto di te stessa in questa gara? Mi si conferma sempre di più come ci siano delle risorse dentro di me (di noi) inesplorate, che anche quando pensi di non potercela più fare basta un pensiero giusto, una parola gentile, uno stimolo nuovo, per farmi tirare fuori una forza e una freschezza per andare avanti ancora e ancora! Sta tutto nella testa!

In gare di ultramaratona conta tanto più la testa rispetto al corpo, bisogna allenare la mente a non mollare, a saper aspettare, a crederci fino alla fine nonostante dolori, pensieri negativi.

Hai sperimentato il limite nelle tue gare? Beh, si, quando nelle Backyard (che potenzialmente sono gare infinite) decido di fermarmi vuol dire che ho raggiunto il mio limite per quel giorno, o che non voglio farmi male oltre…

Quali sensazioni sperimenti nello sport? La corsa mi fa sentire libera, mi scarica e mi svuota piacevolmente, mi permette di rielaborare le situazioni complicate e mi dà lucidità di pensiero! Dovrebbero prescriverla i medici, altro che pastiglie! E parlo da infermiera…

La pratica della corsa aiuta a svagarsi, progettare, riflettere, risolvere situazioni aperte, organizzarsi mentalmente sul da farsi prossimamente.

La tua gara più estrema o più difficile? La Backyard di Castellaneta l’anno scorso in cui ho corso per 29 ore (mio personal best in backyard), o la Tuscany Crossing fatta ad aprile di questo anno, 100 km con 3800 mt di dislivello. Anche questa 24 ore Lupatotissima è stata una prova tosta!

Il 29 marzo 2025 si è svolta la Backyard Ultra: “L’ultimo sopravvissuto”, vinta da una donna, Francesca Ferraro, ultima atleta rimasta in gara alla 39^ ora totalizzando 261,534 km. A seguire un’altra donna, a dimostrazione che nello sport di endurance le donne si avvicinano alle prestazioni degli uomini e a volte superano gli uomini, Elsie Cargniel Bergamasco 38 ore/254,828 km, poi Giuseppe Matteucci 34 ore/228,004 km. La terza donna (4^ assoluta) è stata Michela Giacomuzzi 29 ore/194,474 km.

Tra il 18 e il 19 aprile 2026 Michela Giacomuzzi ha portato a termine la “13^ Tuscany Crossing 103km” in 16h35’26”. La prima donna è stata Elisabetta Gallo 11h30’24”, precedendo Monica Affaticati 12h32’54” e Silvia Coriele 12h38’30”. Il vincitore assoluto è stato Gabriele Orazi 9h38’58”, precedendo Alberto Ferretto 10h12’49” e Alberto Smaniotto 10h27’08”. 

Un tuo messaggio per avvicinare i ragazzi allo sport? Tutto quello che non usi del tuo corpo (compreso il cervello) si atrofizza! E anche una bella frase che ho letto oggi di E. Smith-Stanley: “coloro che pensano di non avere tempo per l’esercizio fisico dovranno prima o poi trovare tempo per la malattia”.

La pratica dello sport è un ottimo investimento per la propria salute fisica, mentale, relazionale. C’è sempre una modalità, un tempo, uno spazio per praticare sport, per salire su un treno dello sport che rende felici, fiduciosi e resilienti.

Ritieni utile lo psicologo nello sport? Si, per quanto mi riguarda come aiuto per gestire l’ansia pre-gara. E in generale anche per le strategie per non mollare durante le ultra.

Sogni realizzati e da realizzare? Nessuno in particolare, mi sarebbe piaciuto correre la Milano-Sanremo ma sono arrivata tardi e l’hanno sospesa.

Prossimi obiettivi? Ecomaratona del Chianti Classico a ottobre, poi forse Giro del Lago di Garda (Garda Riviera Run Tour) a novembre e Maratombola a Ostia (RM) a dicembre, ma faccio sempre un passetto alla volta. Mi iscrivo ad una gara per volta, non amo i programmi a lungo termine, vediamo come va…

Gli ultramaratoneti hanno sempre programmi di gare, le più strane, difficili, bizzarre in ogni parte d’Italia e del mondo.

Ti ispiri a qualcuno? Quando vedo gli anziani che fanno ancora gare mi danno molta fiducia e speranza, perché purtroppo nel mio lavoro la maggior parte degli anziani che vedo non sono certo in ottima forma. Il mio motto è ‘così voglio arrivarci alla terza età!’, vedi Emma Mazzenga in pista e Fiorenza Simion nell’ultramaratona.

Emma Maria Mazzenga (Padova, 1º agosto 1933) è una velocista italiana che ha conquistato oltre dieci titoli mondiali e più di venti titoli di campionessa europea, oltre a 115 titoli di campionessa italiana master, nelle diverse categorie di età da SF70 a SF90.

Fiorenza Simion (16 febbraio 1943), U.S. Primiero ASD, continua a correre le ultramaratone, quest’anno ha corso la 24 ore Lupatotissima, la 24 ore Ultramarathon Festival Venice, la 12 ore Cinisello Balsamo Running Festival e tanto altro.

Cosa dà e cosa toglie lo sport? Mi dà: benessere, sane endorfine, libertà, contatto con la natura, salute, lucidità mentale, soddisfazioni. Ovvio che toglie tempo che si potrebbe dedicare ad altro ma è una questione di scelte e di priorità!

Nel mio lavoro di infermiera quando mi imbatto in persone con problemi di obesità, diabete, pressione e tutto il corredino della sindrome metabolica – che non fanno nessun tipo di attività fisica – io la consiglio sempre vivamente come prima terapia naturale per la salute. Spesso mi sento dare delle scuse insulse, tipo dolori alle ginocchia o alla schiena (ovvio che ti vengano non muovendo un muscolo e dovendoti portare appresso il tuo peso), o le temperature troppo alte o troppo basse, o il fatidico ‘”Beata lei che ha tempo!”; allora lì devo proprio contare fino a 100 per mantenere la calma!

Se trovo tempo io, con un lavoro a tempo pieno, due figli che ormai sono grandicelli, ma io corro dal 2008, quando ce n’era solo uno dei 2 e non ho mai smesso tranne che per i 9 mesi di gravidanza (in cui ho sostituito la passeggiata alla corsa) e per 3 mesi dopo la frattura del malleolo nel 2023. Ho sempre corso e fatto gare (e pure palestra) durante i 3 anni di università e relativi tirocini tra il 2012 e 2015; faccio anche 45 minuti di ginnastica tutte le mattine da molti anni, e qualche giro in bici; ho una casa da gestire, un giardino ed un piccolo orto e non ho mai avuto una domestica, ho un cane e due gatti da seguire, leggo circa 50 libri all’anno (altra mia grande passione), e ho anche appena conseguito un master universitario.  Può bastare?

Ma ‘Beata lei che ha il tempo di fare attività fisica’… e magari te lo dice un pensionato!

Il tempo si trova   per le cose per cui si vuole trovare il tempo!!

Che significato ha per te la vittoria e la sconfitta? La vittoria mi dà soddisfazione per i sacrifici fatti e mi dà un ritorno sul mio stato di salute. Ma non è tanto la vittoria quanto sapere di aver fatto una buona gara, aver dato il massimo e possibilmente senza farmi male, arrivando col sorriso, finora è sempre stato così!

La sconfitta? Cosa si intende per sconfitta? Ecco… non mi sono mai ritirata prima del traguardo, questa per me è sempre una vittoria.  

Quali sono gli ingredienti del successo? Costanza, determinazione, visualizzare gli obiettivi e credere nei propri sogni.

Bisogna avere tanta passione e motivazione, impegnarsi con costanza e credere sempre di poterlo fare con fiducia e resilienza.

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