Sarà capitato a qualche appassionato di atletica (ed anche, come me, di statistiche…) domandarsi quale sia o quali siano stati i più grandi atleti di tutti i tempi nelle singole discipline.
Se ponesse la domanda ad un tecnico si sentirebbe rispondere che non esiste una risposta universale, perché ogni epoca ha avuto i ‘suoi’ campioni e perché l’atletica stessa è in continua evoluzione. Giusto.
Ma se rivolgesse la stessa domanda ad uno statistico si sentirebbe rispondere “vediamo cosa si può fare”. Ed è proprio quello che ci apprestiamo a presentarvi.
Consapevoli che è la prima volta che viene fatta una ricerca statistica così laboriosa e complessa nella individuazione dei dati e nei calcoli matematici relativi.
Innanzitutto una precisazione.
Abbiamo pensato, per avere un quadro più completo, di prendere in esame le 10 migliori prestazioni di ogni singolo candidato per quanto riguarda le corse fino ai 1500 metri, per gli ostacoli, per tutti i salti, per tutti i lanci e per le prove multiple, tralasciando tutte le gare di fondo (5000, 10000, 3000 siepi e maratona) e la marcia.
Questo non perché i fondisti ed i marciatori siano antipatici, ma semplicemente perché le nuove tecniche di allenamento e le nuove attrezzature (vedi scarpette con suola in titanio che ‘restituiscono’ meglio la spinta del piede a terra…) renderebbero inutili le ricerche sul passato: chi avrebbe mai pensato, soltanto una decina di anni fa, che un maratoneta avrebbe corso la ‘mezza’ in meno di un’ora e la gara completa in meno di 2 ore? Si rischierebbe di stilare una graduatoria comprendente tutti i corridori di adesso e nessuno dei precedenti. Che poi, magari tra un’altra decina di anni, ci saranno i nuovi che incalzano e gli attuali verranno cancellati.
Come è giusto che sia, perché l’atletica progredisce con il progredire dell’essere umano, donna e uomo.
Per ogni specialità, qualora non sia presente nei Big Ten, indichiamo anche il miglior azzurro o la migliore azzurra, per una più comparabile valutazione delle prestazioni.
Dopo aver completato la classifica dei maschi è il momento di occuparci delle donne.
| Atleta | Top | 10° Ris. | Val. Medio |
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FRASER-PRICE (10”60-10”62-10”63-10”65-10”66-10”67-10”67-10”67-10”67-10”70) |
10”60 | 10”70 | 10”654 |
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THOMPSON-HERAH (10”54-10”61-10”64-10”65-10”70-10”71-10”71-10”71-10”72-10”72) |
10”54 | 10”72 | 10”671 |
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JONES (10”65-10”70-10”71-10”71-10”72-10”72-10”72-10”75-10”76-10”76) |
10”65 | 10”76 | 10”720 |
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RICHARDSON (10”65-10”71-10”71-10”72-10”74-10”75-10”75-10”76-10”76-10”77) |
10”65 | 10”77 | 10”732 |
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JEFFERSON-WOODEN (10”61-10”65-10”66-10”73-10”73-10”75-10”76-10”80-10”82-10”84) |
10”61 | 10”84 | 10”735 |
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JACKSON (10”65-10”70-10”71-10”72-10”73-10”73-10”76-10”76-10”77-10”77) |
10”65 | 10”77 | 10”740 |
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TALOU (10”72-10”75-10”75-10”75-10”78-10”78-10”78-10”79-10”79-10”81) |
10”72 | 10”81 | 10”750 |
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JETER (10”64-10”67-10”70-10”78-10”78-10”81-10”81-10”82-10”83-10”83) |
10”64 | 10”83 | 10”767 |
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ALFRED (10”72-10”75-10”76-10”77-10”78-10”79-10”81-10”83-10”84-10”84) |
10”72 | 10”84 | 10”789 |
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OTTEY (10”74-10”77-10”77-10”79-10”80-10”82-10”82-10”83-10”83-10”84) |
10”74 | 10”84 | 10”801 |
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GRIFFITH-JOYNER (10”49-10”61-10”62-10”70-10”88-10”89-10”91-10”96-10”99-10”99) |
10”49 | 10”99 | 10”806 |
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DOSSO (11”01-11”02-11”03-11”07-11”10-11”12-11”12-11”13-11”14-11”15) |
11”01 | 11”15 | 11”09 |
Note.
La sorpresa più grande non è tanto il primo posto della Fraser-Price o il secondo della Thompson o il terzo della lunghista Marion Jones, ma il decimo posto, ultimo della nostra graduatoria in base alla Top Ten dei risultati ottenuti in carriera, della primatista mondiale Griffith-Joyner con un tempo che già allora (correva l’anno 1988…) aveva sollevato qualche perplessità circa la sua omologazione. Un tempone (10”49) da finale maschile ai campionati italiani, mai ripetuto ma neppure avvicinato dalla stessa atleta che anzi, dopo aver realizzato altri tre tempi interessanti (10”61-10”62 e 10”70) nella stessa stagione 1988, è scesa nelle classifiche attorno ai 10”90 e quindi nel computo delle migliori dieci prestazioni è finita appunto al decimo posto, battuta da altre nove velociste, lei che figura come la sprinter migliore di tutte. Ma senza la continuità di rendimento dimostrata dalle altre.
In casa azzurra dominio della Dosso che, essendo ancora in attività, può migliorare ulteriormente il proprio ranking nell’arengo mondiale. Magari scendendo proprio quest’anno sotto gli 11 secondi. Le premesse dalle indoor ci sono tutte.
