Il mondo della marcia italiana è sotto shock dopo la notizia della sospensione inflitta al 41enne di Racines dalla Nada. L’agenzia antidoping tedesca ha rilevato tracce di Epo nei campioni prelevati in occasione dei campionati nazionali di aprile, dominati dall’atleta con una prestazione cronometrica sorprendente. L’annuncio ha innescato una scia di polemiche e reazioni taglienti da parte dell’élite della marcia tricolore.
Massimo Stano, oro a Tokyo e campione mondiale a Oregon, ha affidato ai social il suo commento sferzante, ironizzando sulle classiche giustificazioni da “contaminazione”: «Cosa sarà stato? Pomata, bistecca o asciugamano in palestra?». Un sarcasmo amaro che anticipa la chiusura netta del marciatore altoatesino. Durante una conferenza stampa convocata a ridosso della notizia, Schwazer ha infatti dichiarato di voler abbandonare definitivamente la battaglia legale e sportiva. «Non ho più fiducia nel sistema, ho passato anni a sfinirmi contro muri di gomma. Non assumerò più sostanze, sono innocente, ma non ho più intenzione di lottare per la mia vita da uomo e da padre», ha chiosato, rinunciando di fatto a qualsiasi tentativo di difesa.
Anche Antonella Palmisano, oro olimpico a Tokyo, ha manifestato il suo scetticismo attraverso i canali social. Con l’uso eloquente di GIF che richiamano il “binge-watching” di una serie Netflix e il gesto scaramantico di toccarsi, la marciatrice ha evocato la narrazione mediatica costruita attorno al caso, ribadendo implicitamente quanto già espresso in passato: la condanna morale per chiunque violi i valori fondamentali dello sport deve essere definitiva.
A completare il quadro di isolamento del marciatore di Racines è arrivato il commento di Francesco Fortunato. Il detentore del record mondiale sui 5000 metri indoor ha scelto la via del silenzio eloquente: un lapidario «No words» che racchiude il sentimento condiviso di gran parte del movimento sportivo azzurro, ormai stanco di assistere all’ennesimo, controverso capitolo di una vicenda infinita.
