Francesco Pernici scrive una nuova pagina dell’atletica leggera al Meeting Stanislas di Nancy, vincendo gli 800 metri con uno straordinario 1:43.60. Con questa prestazione, l’azzurro cancella finalmente un record storico che sembrava ormai irraggiungibile, quasi appartenente a un’era geologica superata. Il vecchio limite di Marcello Fiasconaro, un 1:43.7 preso con cronometraggio manuale, aveva creato per decenni una sorta di paradosso temporale che nessun mezzofondista italiano era mai riuscito a superare direttamente in pista.
Negli ultimi cinquant’anni, i migliori specialisti italiani si erano avvicinati a quel muro senza mai abbatterlo. Andrea Longo aveva sfiorato l’impresa ventisei anni fa a Rieti correndo in 1:43.74, mentre Catalin Tecuceanu si era fermato a 1:43.75 nel 2024 a Monaco. Lo stesso Pernici, prima del capolavoro in terra francese, aveva come record personale l’1:43.84 registrato ai Mondiali di Tokyo. Scorrendo la storia della specialità, anche la leggenda Donato Sabia aveva toccato l’1:43.88 a Firenze nel 1984, e negli anni Novanta i campioni Andrea Benvenuti e Giuseppe D’Urso erano riusciti a scendere sotto la barriera dell’1’44” (rispettivamente con 1:43.92 e 1:43.95), ma senza mai scavalcare il tempo dell’italo-sudafricano. Oggi, grazie a Pernici, quel lunghissimo inseguimento si è ufficialmente concluso.
