Oggi le pagine del celebre quotidiano iberico as.com celebrano a gran voce un primato tutto italiano, un sistema che sta facendo letteralmente impazzire d’invidia i rivali spagnoli. A firmare l’elogio è Rafa Payá, autorevole firma di More Sport, che ha svelato al pubblico spagnolo l’arma segreta dietro la valanga di trionfi azzurri: i Gruppi Sportivi Militari.
Tutto nasce dalle ceneri della disfatta di Rio 2016, quando l’Italia tornò a casa con zero medaglie nell’atletica. Da quel fondo è scattata la rivoluzione del CONI e del Governo, ispirata al leggendario Livio Berruti, il “poliziotto fulmine” di Roma 1960. La strategia? Trasformare lo Stato nel primo sponsor e datore di lavoro dei fuoriclasse, arruolandoli nelle Forze Armate e di Polizia (Fiamme Gialle, Fiamme Oro, Fiamme Azzurre, ecc.) per strapparli alla precarietà dei contratti part-time e garantire loro uno stipendio fisso, strutture d’eccellenza e una pensione sicura.
I numeri gridano al miracolo sportivo: tra Tokyo, Pechino e Parigi abbiamo assistito a un’escalation mostruosa. In Francia, oltre il 70% degli atleti azzurri indossava una divisa. Questo esercito di campioni, da Marcell Jacobs a Nadia Battocletti, ha letteralmente umiliato la concorrenza anche agli Europei e ai Giochi del Mediterraneo, dove l’Italia ha doppiato e quasi triplicato la Spagna nel medagliere. As.com definisce questa mossa un “mecenatismo moderno” insuperabile per chi pratica sport lontani dai miliardi del calcio, offrendo una serenità mentale e finanziaria che la Spagna, ferma a premi dimezzati rispetto a quelli italiani, si sogna.
Ma c’è un clamoroso rovescio della medaglia che sta infiammando l’Italia. Non è tutto oro quello che luccica: le piccole società civili sono sul piede di guerra. Sono loro a scovare i talenti in tenera età, investendo tempo e risorse, solo per vederseli “scippare” dai gruppi militari non appena sbocciano, senza poter minimamente competere con i salari di Stato. Un cortocircuito in cui il privato semina e fa il lavoro sporco, mentre la divisa si gode la gloria e sale sul podio a raccogliere la medaglia.
