Il durissimo attacco sferrato da Pedro Pichardo nei confronti di World Athletics, evidenziato dal quotidiano spagnolo Marca in merito all’esclusione del salto triplo maschile dal nuovo e discusso circuito multimilionario “Ultimate Championship”, rispecchia in tutto e per tutto la nostra visione. Il fuoriclasse non ha usato giri di parole, condannando una scelta scellerata che danneggia l’intero movimento: una presa di posizione che ci fa immensamente piacere, perché è esattamente la stessa linea che noi di AtleticaNotizie sosteniamo da sempre.
La vera nota dolente arriva dal confronto con il nostro Paese. In Italia, come da copione consolidato, non esce mezza parola di critica contro i vertici della federazione internazionale. È il ritratto perfetto dell’atteggiamento tipico degli italiani: campioni del mondo nel lamentarsi solo e rigorosamente alle spalle, sussurrando nei corridoi o nei salotti, ma totalmente incapaci di metterci la faccia e denunciare apertamente quando i poteri forti calpestano lo sport.
In Spagna — uno dei Paesi più tosti, esigenti e competitivi del mondo — un atleta del calibro di Pichardo sceglie invece di metterci la faccia e la pensa esattamente come noi. Una lezione di coerenza e coraggio che dovrebbe far arrossire chi in Italia preferisce il quieto vivere e il silenzio complice.
