BIRMINGHAM – Quando la partita si fa disperata, Gianmarco Tamberi trasforma la pedana nel suo teatro personale ed esegue un capolavoro. Il trionfo di Birmingham non è soltanto un’altra medaglia d’oro da mettere in bacheca, ma una delle prove d’autore più emozionanti e incandescenti della sua intera carriera.
Il baratro iniziale e la scossa
La serata inglese era iniziata sotto gli auspici più cupi: un inatteso passaggio a vuoto a 2,18 metri al primo salto. Presupposti da incubo per chiunque, ma non per Tamberi, il cui carattere agonistico si esalta proprio quando la pressione si fa insostenibile.
Trascandola tensione dei primi minuti, il fuoriclasse marchigiano ha acceso l’entusiasmo del pubblico britannico, infilando una serie d’autore:
- 2,23 metri: superati di slancio al primo assalto.
- 2,27 metri e 2,30 metri: valicati al primo tentativo con una pulizia d’esecuzione disarmante.
La stoccata a 2,32m per la gloria
Nonostante la risalita travolgente dell’azzurro, al comando della contesa era rimasto con tenacia l’ucraino Oleg Doroshchuk. Per ribaltare la classifica serviva una magia al limite del possibile: l’asticella sale a 2,32 metri.
Dopo due errori che parevano condannarlo all’argento, al terzo e ultimo tentativo — dentro o fuori — Gimbo stacca con una forza d’animo fuori dal comune e vola oltre l’ostacolo. Tutto il peso della gara si sposta su Doroshchuk, che fallisce la sua ultima prova e consegna l’apoteosi all’atleta italiano.
Per Tamberi si tratta del quarto titolo europeo della sua straordinaria parabola sportiva: un trionfo fatto di attributi, cuore e pura classe cristallina. Chapeau, Gimbo.
