Il massacro ferroviario di Urda non ha risparmiato nemmeno chi, fino a ieri, volava sulle piste di atletica. Tra i 69 destini spazzati via mercoledì scorso dal tragico deragliamento c’è purtroppo anche quello di Julieta Gallego, una giovanissima promessa di soli 24 anni specializzata nella disciplina del salto. Una vita interrotta brutalmente tra le lamiere, una perdita devastante che ha gettato in un incubo a occhi aperti l’intero panorama sportivo iberico.
A dare la straziante conferma è stata quella che per Julieta era a tutti gli effetti una seconda casa: la Madrid Sports Association Sprint. Con il cuore a pezzi e attraverso i propri canali social, la dirigenza ha diffuso un messaggio carico di disperazione, descrivendo la giornata odierna come la più nera nella storia del club. Il vuoto lasciato dalla ventiquattrenne è incolmabile, al punto che la società ha deciso di paralizzare ogni attività: sulle piste di Paracuellos e Santa Ana, il fragore degli allenamenti ha ceduto il passo a un minuto di silenzio spettrale, un ultimo, toccante abbraccio collettivo andato in scena nel tardo pomeriggio per onorare lei e tutte le altre vittime del disastro.
L’onda d’urto della commozione ha rapidamente travolto anche i massimi vertici nazionali. La Federazione Reale Spagnola di Atletica Leggera (RFEA) ha inondato il web di tristezza, unendosi coralmente al cordoglio generale per una stella che non potrà più rincorrere i propri traguardi. L’intero movimento sportivo si stringe attorno ai cari di Julieta in un lutto che oggi unisce un’intera nazione in lacrime.
