Il sipario della seconda giornata dell’Ultimate Championship si alza su un pomeriggio ungherese ad altissima tensione agonistica. Il nuovo evento World Athletics, congegnato per blindare la chiusura della stagione all’aperto, brucia otto finali in meno di tre ore di pura adrenalina, offrendo agli azzurri un palcoscenico tanto prestigioso quanto esigente.
Tutti gli occhi sono puntati su Marcell Jacobs. A trentadue giorni dal fastidioso infortunio all’adduttore sinistro che ne aveva stoppato la corsa nella finale degli Europei di Birmingham, il primatista azzurro rimette le scarpette chiodate per un rientro senza sconti. Il programma non concede respiro: semifinale alle 19:21 ed eventuale finale dopo appena 88 minuti, alle 20:49. La concorrenza nel rettilineo di Budapest è spietata, impreziosita da Oblique Seville e da una nutrita schiera di atleti scesi sotto i 9″90 nel corso dell’annata. Più che la medaglia in sé, per Jacobs il test ungherese rappresenta il verdetto medico e atletico definitivo sulla guarigione del proprio fisico.
Il plotone italiano recita però un copione ricco di ambizioni anche grazie a Eloisa Coiro, pronta a dare battaglia nella tesissima finale degli 800 metri, e ad Ayomide Folorunso, impegnata nel severo sbarramento dei 400 ostacoli di una kermesse ideata per non concedere un attimo di respiro.
